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parcheggio sotterraneo. Negli ultimi anni la situa- ma però resta. E, paradosso dei paradossi, la soluzio-
zione non è molto cambiata. Dopo un discusso ne è a portata di mano. La gran parte degli spazi,
restauro, conclusosi nel 2009, la Galleria resta infatti, appartengono al Comune che potrebbe
ancora, desolatamente, vuota. Il suo tallone d’Ach- gestire un ritorno delle imprese nella Galleria in
ille è senza dubbio da ricercarsi nell’errato utilizzo. modo virtuoso e libero da logiche nanziarie. Anche
Da questo punto di vista può considerarsi una sorta perché sarebbe un errore svenderla a una delle
di antinomia contemporanea: una galleria di negozi tante multinazionali dell’abbigliamento, del rispar-
– oggi si direbbe un centro commerciale – senza mio o dell’immobiliare che hanno già tanti punti
negozi, vale a dire senza la sua anima e privata della vendita in città. Un’idea tra le tante potrebbe essere
sua principale vocazione. Al momento la Galleria di concederla, visto il valore simbolico e identitario
ospita u ci statali, privati e bancari. Unica vera ecce- di questo luogo, agli artigiani locali, magari quelli
zione è il ca è letterario "Liberty" che, oltre a essere che fanno pastori e presepi, che da anni chiedono
la sola presenza commerciale e di ristorazione al suo una maggiore attenzione e visibilità. Poi ci sono tutti
interno, svolge un’importante attività culturale i marchi celebri della napoletanità, da Marinella a
Gay Odin, tanto per citarne qualcuno, che potrebbe-
nalizzata a promuovere una rinascita morale ed ro ben sfruttare i notevoli ussi turistici provenienti
economica di questo importante monumento. Nello dal vicino Museo Nazionale. Sarebbe necessaria solo
scorso anno, per esempio, il Liberty ha organizzato un po’ di organizzazione. Che a Napoli, è il caso di
numerose iniziative, tra cui svariati concerti musicali, dirlo, qualche volta manca.
che hanno attirato un pubblico numeroso. Il proble-
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